22 maggio 2026
Aperta la terza struttura attivata dalla Asl di Viterbo. prevenzione, presa in carico e integrazione dei servizi al centro del nuovo modello territoriale
È stata inaugurata questa mattina, a Soriano nel Cimino, la nuova Casa della comunità, la terza attivata dalla Asl di Viterbo nella Tuscia dopo quelle di Bagnoregio e Bolsena. Un presidio strategico della sanità territoriale che rafforza il modello di assistenza di prossimità, portando servizi, prevenzione e presa in carico sempre più vicino ai cittadini.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, e il sindaco di Soriano nel Cimino, Roberto Camilli, insieme a rappresentanti istituzionali, professionisti sanitari, associazioni del territorio e cittadini.
La giornata si è aperta nel centro cittadino con il “Villaggio della comunità”, uno spazio aperto dedicato all’incontro tra la Asl e la cittadinanza, pensato per promuovere la cultura della prevenzione, dell’accessibilità ai servizi e della partecipazione attiva ai percorsi di salute. Per tutta la mattinata operatori sanitari, infermieri e professionisti della rete territoriale hanno accolto i cittadini attraverso punti informativi, attività di educazione sanitaria, orientamento ai servizi e prestazioni di prossimità, trasformando la piazza in un luogo di ascolto, relazione e promozione della salute.
A seguire si è svolto il taglio del nastro della nuova struttura e la visita istituzionale alla Casa della comunità, già operativa nei suoi servizi.
UNA STRUTTURA RINNOVATA GRAZIE AI FONDI PNRR
La Casa della comunità di Soriano nel Cimino nasce al termine di un intervento di riqualificazione e adeguamento funzionale finanziato con fondi Pnrr per un importo di circa 600mila euro.
L’intervento ha consentito di realizzare spazi moderni, accessibili e organizzati secondo il modello previsto dal Dm 77, con l’obiettivo di garantire un’assistenza territoriale integrata, continua e multidisciplinare. La struttura è pensata come un punto di riferimento unico per il cittadino, capace di mettere in rete servizi sanitari, sociosanitari e attività di prevenzione.
UNA SANITÀ PIÙ VICINA AI CITTADINI
La Casa della comunità rappresenta uno dei pilastri del nuovo modello organizzativo della sanità territoriale: un luogo nel quale il cittadino può trovare risposte coordinate ai propri bisogni di salute, evitando frammentazioni nei percorsi assistenziali e rafforzando la continuità della presa in carico.
Non solo prestazioni sanitarie, ma percorsi integrati costruiti intorno alla persona, con particolare attenzione alla prevenzione, alla gestione delle patologie croniche, alla fragilità e all’assistenza domiciliare.
Il modello organizzativo si fonda su una forte integrazione tra professionisti, servizi territoriali e rete sociale, con l’obiettivo di sviluppare una sanità sempre più di prossimità, capace di intercettare precocemente i bisogni e accompagnare il cittadino lungo tutto il percorso di cura.
I SERVIZI DELLA CASA DELLA COMUNITÀ
All’interno della struttura sono attivi i principali servizi territoriali previsti dal modello organizzativo delle Case della comunità, tra cui il Punto unico di accesso (PUA), il Cup, gli ambulatori dedicati all’assistenza primaria e specialistica, l’ambulatorio infermieristico, i servizi dedicati alla prevenzione e alla presa in carico dei pazienti cronici, oltre alle attività integrate con l’assistenza domiciliare e i servizi sociosanitari del territorio.
La Casa della comunità di Soriano nel Cimino servirà un ampio bacino territoriale del Distretto B, comprendente i comuni di Soriano nel Cimino, Bomarzo, Vignanello, Vallerano, Vasanello, Canepina, Bassano in Teverina e Orte, per una popolazione complessiva di circa 33mila abitanti.
Tra i servizi presenti nella struttura figurano inoltre l’area dedicata alla salute mentale, i servizi di neuropsichiatria infantile, le attività consultoriali, il servizio vaccinazioni pediatriche, gli ambulatori di fisiokinesiterapia e il Centro demenze e disturbi cognitivi territoriali.
Sono inoltre attivi il punto prelievi e i servizi di diagnostica ecografica di base.
La struttura opererà in stretta connessione con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i professionisti della rete territoriale, favorendo un approccio multidisciplinare e una maggiore continuità assistenziale.
IL RUOLO DELL’INFERMIERE DI FAMIGLIA E DI COMUNITÀ
Elemento centrale del nuovo modello è la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità (Ifec), professionista che rappresenta un punto di riferimento stabile per il cittadino e per le famiglie.
L’Ifec svolge un ruolo fondamentale nell’orientamento ai servizi, nella prevenzione, nel monitoraggio dei pazienti cronici e fragili e nel raccordo tra assistenza sanitaria, servizi sociali e comunità locale. Una presenza di prossimità che contribuisce a rafforzare il rapporto tra sistema sanitario e territorio.
IL PERCORSO DI RAFFORZAMENTO DELLA SANITÀ TERRITORIALE
Con l’apertura della Casa della comunità di Soriano nel Cimino prosegue il percorso di potenziamento della sanità territoriale avviato dalla Asl di Viterbo nell’ambito degli investimenti Pnrr.
Dopo Bagnoregio e Bolsena, anche Soriano nel Cimino entra nella rete delle nuove strutture territoriali pensate per garantire una sanità più accessibile, moderna e vicina alle persone, in grado di ridurre le distanze, facilitare l’accesso ai servizi e migliorare la qualità della presa in carico.
“Con la Casa della comunità di Soriano nel Cimino continuiamo a dare concretezza a un modello di sanità territoriale fondato sulla prossimità, sull’integrazione dei servizi e sulla centralità della persona – dichiara il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi –. Questa struttura rappresenta un presidio importante per il territorio e per la comunità locale, perché consente di rafforzare la rete dell’assistenza territoriale e di offrire ai cittadini punti di riferimento sempre più accessibili e organizzati. L’obiettivo è costruire un sistema capace di garantire continuità assistenziale, prevenzione e presa in carico, valorizzando il rapporto diretto con le persone e con le comunità locali”.
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