Seguici su

Accoglienza sociosanitaria dei migranti e dei richiedenti asilo, firmato il protocollo tra Prefettura, Questura e Asl

06 ottobre 2026

Tra gli obiettivi condivisi: le valutazioni tempestive, l’attenzione alle persone vulnerabili e il coordinamento dei servizi sul territorio

È stato sottoscritto questa mattina in Prefettura, a Viterbo, il protocollo d’intesa per l’accoglienza sociosanitaria dei migranti e dei richiedenti asilo, firmato dal Prefetto Sergio Pomponio, dal Questore Giorgio Di Munno e dal Direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi. Il documento è stato illustrato dalla Direttrice sanitaria aziendale, Assunta De Luca.

L’intesa definisce compiti, modalità di intervento e raccordo tra le istituzioni, i servizi sanitari e i gestori delle strutture di accoglienza. L’obiettivo è assicurare un accesso tempestivo alle cure, individuare precocemente eventuali condizioni di vulnerabilità e garantire continuità all’assistenza, tutelando la salute delle persone accolte e dell’intera comunità.

“Con questo protocollo rafforziamo una collaborazione che si traduce in risposte concrete ai bisogni di salute – dichiara la Direttrice sanitaria della Asl di Viterbo, Assunta De Luca –. Definire con chiarezza chi interviene, con quali tempi e attraverso quali servizi, significa rendere più efficace l’assistenza e accompagnare ogni persona verso le cure di cui ha bisogno”.

Il modello organizzativo assegna alla Centrale operativa territoriale della Asl viterbese il raccordo tra le segnalazioni di Prefettura e Questura e l’attivazione dei servizi. La rete coinvolge gli ambulatori di prossimità della Cittadella della Salute di Viterbo e delle Case della Comunità di Ronciglione, Montefiascone, Tarquinia e le Unità di continuità assistenziale, che possono intervenire, quando necessario, anche nelle strutture di accoglienza.

Per gli arrivi ordinari e per quelli autonomi segnalati dalla Questura, il piano prevede una prima visita indicativamente entro 24 ore e comunque entro 72 ore. La valutazione consente di rilevare i bisogni sanitari e di avviare, quando necessario, ulteriori accertamenti e percorsi di assistenza. Particolare attenzione è riservata ai minori, alle donne in gravidanza, ai nuclei familiari con bambini e alle persone con fragilità fisiche o psicologiche, anche attraverso il supporto della mediazione culturale. Il documento disciplina inoltre i controlli sanitari preliminari per le persone destinatarie di un provvedimento di espulsione, con l’obiettivo di individuare eventuali condizioni che richiedano cure o approfondimenti prima del trasferimento nelle strutture previste.

“La prima visita è il punto di partenza di un percorso – commenta il Direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi –. Vogliamo riconoscere tempestivamente le fragilità e mettere in collegamento i professionisti e i servizi necessari, dalla prevenzione al sostegno psicologico, fino all’assistenza specialistica. La collaborazione con Prefettura e Questura ci permette di condividere procedure e responsabilità, mantenendo al centro la dignità della persona e la tutela della salute pubblica”.

“Il valore di questo protocollo sta soprattutto nella capacità di mettere a sistema competenze diverse. Tutto questo è stato possibile grazie al coordinamento del Prefetto e alla disponibilità e professionalità dell’A.S.L. di Viterbo. Per la Questura, ciò significa poter operare all’interno di una rete definita, nella quale ogni segnalazione possa trovare rapidamente un interlocutore competente e una risposta adeguata. In materia di immigrazione, infatti, l’attività di Polizia per come è stata disciplinata normativamente, necessita dell’imprescindibile supporto del personale sanitario al fine di completare la procedura espressamente contemplata dalle disposizioni di Legge. Inoltre, occorre anche ricordare il prezioso supporto delle linee guida emanate dal Procuratore della Repubblica ai fini della disciplina operativa delle attività di Polizia svolte all’interno della cornice normativa espressamente contemplata, in primis, dai Regolamenti Europei.”

“Apprezzo il lavoro svolto attraverso questo protocollo perché trasforma in procedure condivise un principio che per le istituzioni non è negoziabile – dichiara il Prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio –: la dignità della persona e il suo diritto alla salute prescindono dalla qualifica giuridica che le viene attribuita. Ogni individuo, infatti, è innanzitutto un uomo, titolare di diritti fondamentali che l’ordinamento ci impone di tutelare. Queste procedure si inseriscono nel più ampio lavoro con cui la Prefettura gestisce e valorizza il fenomeno migratorio, attraverso i Tavoli tematici interistituzionali costituiti presso il Consiglio territoriale per l’immigrazione, tra cui quello dedicato alle vulnerabilità. Ringrazio Questura e Asl per la collaborazione e la sensibilità dimostrata”.

 

 

Ultimo aggiornamento: 06 ottobre 2026