27 novembre 2025
La struttura viterbese tra i 145 ospedali italiani insigniti con il massimo riconoscimento per l’impegno nella promozione della medicina di genere
Questa mattina la premiazione al Ministero della salute
L’ospedale Santa Rosa si conferma tra gli ospedali italiani con i tre Bollini rosa di Fondazione Onda per l’impegno nella promozione della medicina di genere, essendosi distinto nell’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili e non solo.
Il massimo riconoscimento, di cui l’ospedale può fregiarsi anche per il prossimo biennio 2026 – 2027, sarà condiviso insieme ad altre 144 strutture sanitarie italiane, in un circuito che vede, complessivamente, 370 realtà premiate con 1, 2 o 3 Bollini Rosa. Tra le 18 specialità cliniche considerate, quest’anno sono state inserite per la prima volta l’Oftalmologia e la Medicina del dolore e Disciplina del dolore ed è stata reinserita la Pediatria.
La cerimonia di premiazione e la consegna dell’attestazione è avvenuta questa mattina all’auditorium Biagio D’Alba del Ministero della salute. Per la Asl di Viterbo hanno partecipato la direttrice sanitaria aziendale, Assunta De Luca, e il direttore del dipartimento della Salute della donna e del bambino, Giorgio Nicolanti.
“Il lavoro fatto in queste 12 edizioni del Bollino rosa - commenta Francesca Merzagora, presidente della fondazione - è importante per rinnovare la nostra attenzione nei confronti della salute orientata al genere femminile. Questo ampliamento della rete evidenzia il nostro impegno ventennale e quotidiano: la nostra missione è stimolare gli ospedali nell’adottare un approccio attento alle specifiche esigenze della donna in ogni fascia d’età e incoraggiare altresì le donne ad accedere a quelli che sono i percorsi di prevenzione, diagnosi e cura che gli ospedali del network offrono. Crediamo che alimentare la conoscenza e sviluppare consapevolezza siano passi cruciali per tutelare la propria salute e compiere scelte informate per preservarla. Per questa ragione, nel corso degli anni abbiamo organizzato numerose iniziative e progetti pensati per diffondere informazioni e promuovere su tutti i livelli una cultura della salute genere-specifica e soprattutto, rendere la salute delle donne una priorità condivisa e ben supportata”.
Ogni due anni Fondazione Onda apre un bando a cui gli ospedali possono candidarsi e ricevere da 0 a 3 Bollini, sulla base di alcuni criteri valutati con un questionario di oltre 500 domande: presenza di specialità cliniche femminili o trasversali uomo-donna che necessitano di un percorso dedicato al femminile, appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici in ottica multidisciplinare, offerta di servizi relativi all’accoglienza, alla degenza e alla violenza sulle donne e sugli operatori. Un advisory board, presieduto da Walter Ricciardi, professore di Igiene e sanità pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma valida l’assegnazione tenendo in considerazione anche elementi qualitativi di particolare rilevanza (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari ecc..).
“Proprio in considerazione della serietà e della complessità del percorso di valutazione a cui siamo stati sottoposti – commenta la direttrice sanitaria della Asl di Viterbo, Assunta De Luca – aver ottenuto anche per il prossimo biennio il massimo riconoscimento di Fondazione Onda è per tutti noi motivo di grande soddisfazione, oltre che un input a proseguire nel percorso avviato, con ancora maggiore convinzione e con la volontà di offrire alla nostra provincia servizi sempre più efficienti e rispondenti ai bisogni di salute espressi nel territorio, con particolare riferimento alla medicina di genere”.
“Il riconoscimento dei tre Bollini rosa rappresenta un’importante conferma della qualità e dell’attenzione che la nostra azienda riserva alla salute delle donne – conclude il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi –. È un risultato che nasce da un vero lavoro di squadra, che coinvolge non solo i professionisti dell’ospedale Santa Rosa, ma anche quelli presenti nelle strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali, della Tuscia. Insieme, portiamo avanti ogni giorno percorsi di cura fondati sull’accoglienza, sulla personalizzazione dell’assistenza e sull’equità nell’accesso ai servizi. Questo riconoscimento ci incoraggia a proseguire su questa strada”.
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