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ARSENICO E FLUORURI PRESENTI NELL’ACQUA

Limitazioni d'uso dell'acqua erogata raccomandata dall’Istituto Superiore della Sanità per concentrazioni di arsenico superiori a 10 e uguali o inferiori a 50 microgrammi/litro e per fluoruri superiori a 1,5 e uguali o inferiori a 2,5 milligrammi/litro
Utilizzi consentiti Divieto d’uso
Tutte le operazioni di igiene domestica (lavaggio indumenti stoviglie ambienti) scarico wc e impianti riscaldamento. Divieto d’uso potabile:
Divieto d’uso per cottura, reidratazione e ricostituzione di alimenti;
Divieto d’uso per preparazione di alimenti e bevande (escluso lavaggio frutta e verdura sotto flusso d’acqua e utilizzando acqua potabile per l’ultimo risciacquo);
Divieto d’uso per pratiche di igiene personale che comportino ingestione anche limitata di acqua (lavaggio denti e cavo orale); consentito uso dell’acqua per igiene personale (es. doccia) tranne nei casi di presenza di specifiche patologie cutanee (eczema, patologie cutanee a rischio anche di tipo evolutivo o degenerativo);
Divieto d’impiego da parte delle imprese alimentari*
Per acque erogate con valori di arsenico eccezionalmente superiori a 50 microgrammi/litro,
l’Istituto Superiore della Sanità raccomanda:
  • divieto di ogni uso potabile acque e di uso dell’acqua nella reidratazione, ricostituzione e in ogni fase di preparazione di alimenti;
  • divieto di impiego da parte delle imprese alimentari*;
  • divieto di utilizzo per pratiche di igiene personale;
  • può essere consentito l’utilizzo dell’acqua per il lavaggio di indumenti e ambienti, per l’alimentazione di impianti di riscaldamento e di impianti di scarico per l’allontanamento delle acque nere.
Per acque erogate con valori di fluoruri eccezionalmente superiori a 2,5 milligrammi/litro,
l’Istituto Superiore della Sanità raccomanda:
  • divieto di ogni uso potabile delle acque e di uso dell’acqua nella reidratazione, ricostituzione e in ogni fase di preparazione di alimenti;
  • divieto di impiego da parte delle imprese alimentari*;
  • divieto di utilizzo per pratiche di igiene personale che comportino ingestione anche se limitata di acqua, come ad esempio il lavaggio dei denti e del cavo orale; puo’ d’altra parte essere consentito l’utilizzo dell’acqua per l’igiene personale (ad esempio doccia) fatte salve prescrizioni diverse per individui affetti da specifiche patologie cutanee, per il lavaggio degli indumenti, stoviglie e ambienti, per l’alimentazione di impianti di riscaldamento e di impianti di scarico per l’allontanamento delle acque nere.
*INFORMATIVA ALLE IMPRESE ALIMENTARI
Tavolo tecnico regionale del 27 dicembre 2012
La normativa di cui al regolamento CE n. 178/2002 stabilisce requisiti generali della legislazione alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare.
L’acqua viene ingerita come ogni altro alimento direttamente, contribuendo così al rischio complessivo cui si espongono i consumatori attraverso l’ingestione di sostanze, tra cui contaminanti chimici e microbiologici.
Il capo I, art. 2 del Regolamento CE 178/2002 definisce “Alimento” anche l’acqua ingerita indirettamente, cioè intenzionalmente incorporata negli alimenti nel corso della loro produzione, preparazione o trattamento ( es. the’,caffe’, bibite, acqua gassata refrigerata, reidratazione di cibi liofilizzati ivi compresi latte,orzo,caffe’ solubile, preparazione di sughi-minestre-minestroni-salamoie-brodi,cottura della pasta/riso, lessatura delle verdure, preparazione di impasti per pane- pizza-dolciumi ecc.)
Gli operatori del settore alimentare, nel rispetto della normativa vigente in materia di alimenti Legge 283/62, DPR 327/80, Regolamenti CE 178/2002,852/2004,882/2004 sono, sotto il profilo giuridico-istituzionale soggetti obbligati ad inserire nel piano di autocontrollo la gestione del rischio derivante dall’acqua disponibile, (anche se potabile), sono in grado, meglio di chiunque altro, di elaborare sistemi sicuri per l’approvvigionamento alimentare (ivi compreso quello dell’acqua) e garantire la sicurezza dei prodotti forniti.
Occorre pertanto che l’acqua utilizzata per il lavaggio, la preparazione, produzione, trattamento degli alimenti sia sicura e cioe’ contenga arsenico e fluoruri in quantità rispettivamente ricompresa entro 10 microgrammi/litro ed 1,5 mg/litro.
E’ necessario istituire un approvvigionamento alternativo di acqua da utilizzare per la produzione/preparazione/trattamento dei prodotti alimentari forniti al consumatore.
Allo scopo e’ possibile:
  • utilizzare acque di sorgente o minerali naturali, così come definite dalla legislazione di cui al decreto legislativo 8 ottobre 2011, attuazione della direttiva 2009/54/CE, sull'utilizzazione e commercializzazione delle acque minerali naturali, quantunque tracciate dalla azienda produttrice ai sensi del regolamento CE 178/2002.
  • 2-trattare l’acqua derivante dalla rete idrica comunale con idoneo impianto conforme alle indicazioni contenute nel Decreto del Ministero della Salute n. 25 del 7 febbraio 2012 (G.U.n.69 del 22/3/2012), utilizzato per garantire la conformita’ al D.lvo 31/01 dei paramentri arsenico e fluoruri nell’acqua erogata al consumo umano : nella fattispecie dovranno essere espletate analisi quantitative periodiche degli omonimi parametri , presso laboratori accreditati per analisi di alimenti ed iscritti in elenchi regionali.
Letto, confermato e sottoscritto dai partecipanti al tavolo tecnico.
VALORI dell’ARSENICO, dei FLUORURI e di altri elementi nell’ACQUA dei COMUNI della Provincia di Viterbo.
Aggiornamento a maggio 2013
Acquapendente, Arlena di Castro, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano In Teverina, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Bomarzo, Calcata, Canepina, Canino, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel S. Elia, Castiglione In Teverina, Celleno, Cellere, Civita Castellana, Civitella D’Agliano, Corchiano, Fabrica Di Roma, Faleria, Farnese, Gallese, Gradoli, Graffignano, Grotte Di Castro, Ischia Di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montalto Di Castro, Monte Romano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Onano, Oriolo Romano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Soriano Del Cimino, Sutri, Tarquinia, Tessennano, Tuscania, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa S. Giovanni In Tuscia, Viterbo, Vitorchiano
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