|

ARSENICO PRESENTE NELL’ACQUA
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità è possibile utilizzare l’acqua, in cui l’arsenico è naturalmente presente: |
Tra 0 e 10 μg per litro |
USI
Tutti gli usi consentiti per consumo umano, incluso bere e cucinare, igiene della persona, degli indumenti e degli ambienti senza nessuna limitazione (acqua conforme al Decreto Legislativo)
|
|
Tra 11 e 20 μg per litro |
USI
Tutti gli usi consentiti per consumo umano, incluso bere e cucinare, igiene della persona, degli indumenti e degli ambienti.
|
LIMITAZIONI
Non è possibile utilizzare l’acqua:
- come bevanda per i bambini di età inferiore a tre anni e per le donne in stato di gravidanza;
- per cucinare cibi per i bambini di età inferiore a tre anni e per le donne in stato di gravidanza;
- per reidratare i cibi liofilizzati o per sciogliere latte in polvere o altre polveri alimentari (orzo e caffè solubile, ecc.).
Le imprese alimentari devono dotarsi di impianti di potabilizzazione.
Per ulteriori informazioni clicca qui
|
Tra 21 e 50 μg per litro |
USI
Tutte le operazioni di igiene personale (incluso lavaggio denti) e tutte le operazioni di igiene domestica e degli indumenti.
Preparazione di alimenti in cui l’acqua:
- non sia ingrediente significativo
- sia a contatto con l’alimento per tempi ridotti e venga per la gran parte rimossa dalla superficie degli alimenti (es. lavaggio e asciugatura frutta e verdura, ecc.).
|
LIMITAZIONI
Oltre alle raccomandazioni di cui sopra è sconsigliato bere quotidianamente e utilizzare l’acqua per la preparazione di alimenti quali brodi, minestre e minestroni o salamoie, per la cottura della pasta, la lessatura delle verdure, preparazioni cioè dove l’acqua sia elemento significativo.
|
Superiore a 50 µg |
USI
Tutte le operazioni di igiene personale, ad esclusione dell’igiene orale e di pratiche che comportano ingestione significativa di acqua.
Tutte le operazioni di igiene domestica e degli indumenti.
|
LIMITAZIONI
Oltre a tutte le raccomandazioni precedenti, si eviti l’uso dell’acqua per l’igiene orale e per il lavaggio, la preparazione e la cottura di alimenti.
|
|
In base al Decreto L.gsl 31/2001 il valore limite per l’arsenico è pari a µg 10 per litro, ma, fino al 31/12/2012 è stata concessa una deroga che ammette un valore massimo pari a µg 20 per litro. Tale deroga interessa tutti i comuni della provincia di Viterbo, ad esclusione di Bomarzo, Faleria, Graffignano, Oriolo Romano, Montalto di Castro e Vejano.
|
|
|
FLUORURI PRESENTI NELL’ACQUA
Nelle acque potabili sono presenti il Fluoro (Fluoruri), così come l’Arsenico, il Vanadio, il Selenio e altri elementi in concentrazioni naturali variabili.
La provincia di Viterbo, a causa dell’origine geologica prevalentemente vulcanica, ha spesso una composizione del suolo ricca naturalmente di questi elementi minerali che, è bene ribadirlo, non derivano da inquinamento ambientale, ma si possono ritrovare nelle falde acquifere a causa del normale dilavamento del terreno legato a processi naturali di cessione dei minerali presenti.
In base al Decreto Lgsl 31/2001 il valore limite per i fluoruri è pari a 1,5 mg/l, ma fino al 31.12.2012 è stata concessa una deroga che ammette un Valore Massimo Ammissibile pari a 2,5 mg/l. Tale deroga interessa tutti i comuni della provincia di Viterbo.
Nel caso di consumo di acque potabili particolarmente ricche di fluoruri (cioè con concentrazioni comprese tra 1,5 mg/l e 2,5 mg/l), è opportuno adottare alcuni accorgimenti:
- in via precauzionale tali acque da bere non devono essere somministrate ai neonati ed ai bambini fino ai 3 anni di età e ne è sconsigliato l’utilizzo per bevanda alle donne in gravidanza;
- sentire i medici curanti sull’opportunità di intraprendere interventi di fluoroprofilassi;
- evitare la concomitante assunzione dei seguenti prodotti qualora contenenti Fluoro: farmaci, integratori alimentari, dentifrici, colluttori, gomme da masticare;
- limitare il consumo di alimenti ad elevato contenuto di Fluoro;
- evitare l’uso di acque minerali ad elevato contenuto di Fluoro.
Le industrie alimentari, nel territorio interessato dai provvedimenti di deroga, devono attuare i necessari provvedimenti, anche nell’ambito del piano di autocontrollo, affinché l’acqua introdotta come componente nei prodotti finali non presenti concentrazioni dei parametri in deroga superiori ai limiti stabiliti dal D. L.vo 31/2001.
NOTA BENE
E’ importante comprendere che i valori in deroga sono estremamente cautelativi e possono comportare un rischio per effetti cronici (un consumo di 2 litri di acqua al giorno per tutta la vita), mentre non ci sono effetti acuti: non comporta pericoli bere un bicchiere d’acqua contenente una quantità di tali elementi superiore al valore limite, anche per un periodo di tempo limitato.
Per ulteriori informazioni clicca qui
|
|
VALORI dell’ARSENICO, dei FLUORURI e di altri elementi nell’ACQUA dei COMUNI della Provincia di Viterbo.
Aggiornamento a maggio 2012
|
Acquapendente,
Arlena di Castro,
Bagnoregio,
Barbarano Romano,
Bassano In Teverina,
Bassano Romano,
Blera,
Bolsena,
Bomarzo,
Calcata,
Canepina,
Canino,
Capodimonte,
Capranica,
Caprarola,
Carbognano,
Castel S. Elia,
Castiglione In Teverina,
Celleno,
Cellere,
Civita Castellana,
Civitella D’Agliano,
Corchiano,
Fabrica Di Roma,
Faleria,
Farnese,
Gallese,
Gradoli,
Graffignano,
Grotte Di Castro,
Ischia Di Castro,
Latera,
Lubriano,
Marta,
Montalto Di Castro,
Monte Romano,
Montefiascone,
Monterosi,
Nepi,
Onano,
Oriolo Romano,
Orte,
Piansano,
Proceno,
Ronciglione,
San Lorenzo Nuovo,
Soriano Del Cimino,
Sutri,
Tarquinia,
Tessennano,
Tuscania,
Valentano,
Vallerano,
Vasanello,
Vejano,
Vetralla,
Vignanello,
Villa S. Giovanni In Tuscia,
Viterbo,
Vitorchiano
|
|